Lo spettacolo
Commedia simbolo della vitalità pirandelliana, Liolà è un testo che, fin dalla sua prima rappresentazione nel 1916, ha lasciato un segno profondo nella storia del teatro italiano e internazionale. La sua struttura dinamica, l’uso del dialetto come espressione autentica del popolo e la figura dirompente del protagonista hanno influenzato generazioni di drammaturghi e registi, contribuendo a ridefinire i confini tra teatro popolare e teatro d’autore nel corso del Novecento e oltre.
In questa nuova messa in scena, Francesco Bellomo – regista sensibile, creativo e attento alle vibrazioni umane dei testi – affronta Liolà con uno sguardo personale e coinvolgente, restituendo al pubblico una lettura teatrale viva, energica, pulsante. La sua regia riesce a valorizzare l’anima corale e ironica della commedia, mantenendo intatta la tensione tra natura e convenzione, tra istinto e struttura sociale. La vicenda si svolge in un contesto rurale, animato da interessi familiari, desideri repressi e logiche ereditarie.
Al centro della trama, un grande vuoto: quello lasciato dall’assenza di un erede legittimo in una famiglia benestante. Questo vuoto diventa il motore di ogni azione, il punto di frizione tra i personaggi, spinti dalla necessità di conservare la “roba”, ovvero i beni, la terra, il potere. È qui che irrompe Liolà, giovane contadino dallo spirito libero, allegro e vitale, uomo che vive secondo le leggi della natura e dell’istinto. È padre di diversi figli avuti da relazioni fugaci, ma non si tira indietro davanti alle responsabilità: li riconosce, li ama, li fa crescere. Figura ambigua e affascinante, Liolà rompe le convenzioni morali e sociali di una comunità dominata dall’ipocrisia e dalla paura del giudizio. Attorno a lui si muovono donne intelligenti e determinate, capaci di manovrare gli eventi per garantirsi un futuro più solido, uomini preoccupati di salvare l’onore e l’apparenza, vecchie autorità in declino e nuove generazioni in cerca di spazio. Il tutto si sviluppa in un clima di apparente leggerezza, sorretto da un’ironia vivace e da un ritmo brillante, che maschera però uno sguardo acuto e disincantato sulle dinamiche sociali e familiari. Liolà non è solo un personaggio: è un’idea di libertà, una forza primitiva che contagia e destabilizza, che trasforma e rivela. La commedia diventa così un gioco teatrale che mette in discussione le maschere della rispettabilità e fa emergere la vitalità nascosta nelle pieghe dell’ordine sociale. A dare corpo e voce a questa commedia corale è un cast di altissimo profilo.
Giampiero Ingrassia interpreta Liolà con la leggerezza scanzonata e la maturità artistica che da sempre contraddistinguono la sua carriera. Attore poliedrico, con solide radici teatrali, ha attraversato con successo il musical, la commedia e il teatro classico, imponendosi come una delle figure più amate e riconoscibili della scena italiana. Accanto a lui, Nadia De Luca, interprete raffinata e intensa, con un lungo percorso artistico che l’ha vista protagonista in numerose produzioni teatrali, dal repertorio drammatico a quello brillante. Attrice capace di fondere profondità psicologica e presenza scenica, porta in scena personaggi complessi con una naturalezza magnetica. Salvo Saitta completa il trio di interpreti principali: volto storico del teatro siciliano, è attivo da decenni nel panorama nazionale, apprezzato per la sua autenticità e la sua forza comunicativa. Conosciuto per il suo lavoro tanto nel teatro di tradizione quanto nelle riletture più contemporanee, Saitta unisce carisma e rigore interpretativo. Liolà è uno spettacolo che non si limita a rappresentare una storia: è un’esperienza teatrale che celebra la vitalità umana, la libertà individuale, la forza collettiva. Una commedia che, tra leggerezza e tensione, continua a parlare al presente.
Teatri
- Teatro Musco (Catania)




